San Leolino

Su una dolce collina, incorniciato dalle sagome dei secolari cipressi e circondato da oliveti e vigneti, tra il castello di Cennina e la torre di Galatrona, si trova il borgo di San Leolino.

Salendo verso il centro abitato si scorge la cinta muraria del castello, con la sua corona di cipressi. Entrando dalla parte del castello, in questa “terra murata”, percorrendo la stretta via Ugo Foscolo si arriva sulla corte della canonica, in cui si affaccia la casa di Quirina Mocenni Magiotti, che il poeta Ugo Foscolo chiama “Donna Gentile”, in una lettera a lei indirizzata. Infatti dal 1802 al 1847 Quirina scrisse, proprio da San Leolino, numerose lettere al poeta Ugo Foscolo, con il quale ebbe una relazione sentimentale. Inoltre Quirina, nobil donna senese, oltre all’amicizia con il poeta Ugo Foscolo, fu animatrice di un importante salotto frequentato da alcune figure di spicco della rinascita culturale durante gli anni del Granduca Pietro Leopoldo come Silvio Pellico, Giuseppe Mazzini e Vittorio Alfieri.

La raccolta delle olive e dell’uva sono per San Leolino, come del resto per altri borghi della Valdambra, momenti magici, in cui si può vivere quella “ruralità diffusa”, che caratterizza il territorio del Comune di Bucine. Infatti accanto all’agricoltura di eccellenza praticata soprattutto da aziende vitivinicole ed olivicole si affiancano attività rurali “amatoriali”, che contribuiscono a preservare e a mantenere il paesaggio, con i terrazzamenti, sorretti dai tradizionali muretti a secco, restituendo così al visitatore paesaggi armoniosi ed immagini di straordinaria suggestione.

Durante la prima settimana di Giugno nel borgo, da oltre cinquant’anni, si svolge la tradizionale Sagra del Crostino: un momento per degustare il crostino toscano per eccellenza, quello detto anche “crostino nero” per il colore brunito, preparato come una volta la cui ricetta può variare da massaia a massaia: si fanno rosolare i fegatini di pollo macinati con olio extra vergine di oliva, ottenendo così un impasto morbido, che si mette su fettine di pane bagnate nel brodo o leggermente arrostite. La festa nel borgo rappresenta non solo un’iniziativa enogastronomica, ma anche un momento per assaporare la convivialità, l’ospitalità e l’accoglienza di una comunità, capace di trasmettere la passione per la propria terra, facendo rivivere le tradizioni, che i tempi moderni tendono a cancellare, ma che invece, ancora oggi, soprattutto nelle piccole comunità restano vive.

Per maggiori informazioni visita il sito www.sanleolinodibucine.it